Tecnica Alexander | Le lezioni
10514
page-template-default,page,page-id-10514,page-child,parent-pageid-10494,edgt-core-1.0.1,ajax_fade,page_not_loaded,,hudson child-child-ver-1.0.0,hudson-ver-1.8, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,overlapping_content,animate_overlapping_content,frame_around_overlapping_content,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive
 

Le lezioni

La lezione individuale
Come si svolge, cosa si impara

Di solito il metodo si apprende con lezioni individuali, la cui durata varia dai 30 ai 40 minuti.

Ciò che accade durante una lezione di Tecnica Alexander è difficile da descrivere quanto ciò che accade durante una lezione di flauto. Dipende molto dalle condizioni e dai bisogni dell’allievo in quel determinato momento. In definitiva quello che si deve imparare è ciò che Alexander stesso imparò, ovvero a cambiare il modo di usare noi stessi, per sviluppare un’attitudine a non cercare disperatamente di raggiungere un risultato a tutti i costi, ma piuttosto a fare attenzione a prendere tempo per riflettere sul modo in cui vogliamo raggiungere quel risultato. Così il metodo di lavorare di Alexander è prima di tutto imparare a “non fare”, a non provare.
Durante le lezioni l’allievo impara ciò in modo pratico attraverso le mani dell’insegnante, il quale non lavora manipolando o massaggiando, ma piuttosto guidando dolcemente la muscolatura verso un nuovo stato più leggero ed equilibrato. Se l’allievo riesce a “non fare”,, o in altre parole, permette all’insegnante di guidarlo verso questa nuova condizione, noterà un cambiamento. Durante questo tipo di movimenti (che è meglio definire “riflesso-facilitati”, piuttosto che attivi o passivi), il tono muscolare viene ridistribuito. Questo è avvertito come un’accresciuta leggerezza e facilità, unitamente ad una maggiore libertà nel movimento. L’effetto cinestetico di solito persiste abbastanza a lungo da dare all’allievo l’opportunità di osservare le sue azioni abituali sulla base della nuova condizione posturale. In tal modo egli sviluppa gradualmente una capacità di giudizio cinestetico e può continuare da solo con ulteriori osservazioni ed esperimenti su di sé. Nel far questo egli incrementa le risorse per un miglioramento di tutta la sua persona. Ovviamente, dal momento che ciò che si vuole correggere è una serie di schemi costruiti nel corso di numerosi anni, un cambiamento permanente non potrà avvenire da un giorno all’altro. Ma chi impara a fermarsi e a prendere tempo, per pensare in modo costruttivo ai suoi movimenti quotidiani, troverà che questo procedimento può avere risultati notevoli.
Può essere possibile fare le prime necessarie osservazioni senza un aiuto dall’esterno – è stato fatto almeno una volta – ma la maggior parte delle persone non ha la pazienza e la capacità per farlo senza una guida. Fortunatamente oggi questa istruzione è maggiormente fruibile di quanto lo fosse un tempo, essendoci oggi un buon numero di insegnanti accreditati S.T.A.T. (The Society of Teachers of the Alexander Technique – London) o altre società ad essa affiliate.

 

“La Tecnica Alexander ci fornisce tutto quello che abbiamo cercato in un sistema di educazione fisica: sollievo dalla tensione dovuta a una posizione scorretta, con conseguente miglioramento della salute fisica e mentale; … a cui si aggiunge un generale aumento della consapevolezza su tutti i livelli… Non possiamo chiedere di più ad altri sistemi di educazione fisica; d’altra parte non possiamo nemmeno chiedere meno se veramente desideriamo modificare gli esseri umani verso una condizione migliore”.
A. Huxley in  Ends and means