Tecnica Alexander | Tecnica Alexander
Alexander, tecnica, technique, metodo, benessere, mal di schiena, ernia, performance, stress, antistress, yoga, tai chi, educazione, scuola, esperienza,musicisti, musica, strumentisti, RSI, malattia professionale,tendinite, postura, insonnia, mente, corpo, concentrazione, tremore, sentire, percepire, immaginare, arte cultura, natura, principio universale, consapevolezza, conoscenza dell'io, osservare, crescita interiore, corporea, feldenkrais, mindfulness
10494
page-template-default,page,page-id-10494,page-parent,edgt-core-1.0.1,ajax_fade,page_not_loaded,,hudson child-child-ver-1.0.0,hudson-ver-1.8, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,overlapping_content,animate_overlapping_content,frame_around_overlapping_content,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive
 

Tecnica Alexander

La Tecnica F. M. Alexander
Teoria e pratica

Alle persone che mi chiedono di spiegare loro la Tecnica Alexander spesso rispondo con una battuta: “se hai mezz’ora di tempo ti faccio un esempio pratico con una lezione”.
La T.A. è un’esperienza che riguarda la gestione di noi stessi quando ci muoviamo, il nostro modo di pensare, le nostre percezioni sensoriali, e come tale è un’esperienza nuova e personale che può coinvolgerci su diversi livelli. Spiegarla a parole é difficile, sarebbe come voler descrivere il colore rosso a chi non l’ha mai visto, o descrivere il suono di un flauto a chi non l’ha mai udito: molto meglio mostrarglielo, o farglielo ascoltare. Ciò detto, non vuol dire che non si possa parlarne ed esprimere un pensiero.

Intanto voglio togliere subito un dubbio: non è una tecnica solo per musicisti, ma riguarda il modo in cui tutti noi pensiamo ai movimenti e usiamo noi stessi in ogni situazione.
Durante la vita quotidiana il movimento esprime molto del nostro stato generale. Quando siamo felici e tutto va bene, ci sentiamo più leggeri di quando siamo depressi; se un amico viene a comunicarci buone notizie, possiamo capire che lo saranno ancor prima che inizi a parlare osservando il suo passo. Al contrario, se le notizie sono cattive, egli sembrerà fisicamente giù e pesante. Non possiamo realmente sapere come un’altra persona abbia esperienza del movimento, così come non sappiamo come pensa o come sente. Ma il movimento è più direttamente osservabile del pensiero e dell’emozione, e poiché la relazione fra i tre è incredibilmente forte, l’osservazione e il lavoro sul movimento può agire anche in ambiti di cui non abbiamo sempre la totale consapevolezza.
Il Metodo Alexander è molto di più che un altro sistema per alleviare le tensioni generate dal nostro stile di vita, dal lavoro, da cattive abitudini. E’ un vero e proprio insegnamento del movimento e della coordinazione in generale; un modo nuovo di fare e soprattutto pensare a ciò che facciamo; è un’esperienza di crescita graduale verso una condizione migliore. Consiste, inoltre, nel permettere a te stesso di manifestarsi, rilassando l’atteggiamento mentale nei confronti del movimento, senza, però, afflosciarsi o perdere tono muscolare.
Vi sarà capitato di notare quanto può essere piacevole guardare chi sta facendo una cosa in cui riesce molto bene: l’acrobata che si produce in giochi di equilibrio apparentemente impossibili, possiede una facilità ed una gioia che vengono trasmesse al pubblico. L’orologiaio, quando lavora con quei piccoli meccanismi, colpisce l’osservatore per la sua grande cura e pazienza. Un ballerino può mostrare una grande calma mentre si esibisce in una danza con passi molto complicati. Collegata a tutte queste qualità di scioltezza, gioia, accuratezza e calma vi è l’abilità di darsi tempo. L’acrobata non corre, egli si prende tempo per prepararsi prima di camminare sulla corda tesa; l’orologiaio ha bisogno di pazienza e questo significa prendere tempo. Ci vuole tempo per un ballerino quando studia i passi in modo che durante lo spettacolo possa mantenersi calmo e lasciare che i movimenti vadano da soli.
Se vogliamo esempi di abilità nell’arte di usare noi stessi non abbiamo bisogno di guardare molto lontano, ma basta osservare un bambino. La scioltezza, la stabilità, l’equilibrio, la gamma di movimenti che compie un bambino di due anni, intento nelle sue attività, è in grande contrasto con le articolazioni chiuse o bloccate e i muscoli tesi e contratti che impediscono il movimento nella vita adulta. Anche il bambino traballante prenderà spesso tempo per pensare al miglior modo di affrontare un nuovo problema, forse un gradino troppo alto, al contrario di noi adulti che tendiamo verso l’abitudine di correre senza darci il tempo di fermarci a pensare.
Così, quando impariamo la Tecnica Alexander, la quale molto semplicemente si riferisce al fermarsi e al pensare, in realtà non stiamo imparando niente di nuovo. Stiamo re-imparando l’uso corretto e la buona coordinazione che avevamo da piccoli, ma lo facciamo in maniera consapevole, in modo da non perderlo ancora.
Perdere l’uso corretto di noi stessi può capitare per molti motivi ed in diversi momenti della vita. Brutte esperienze possono iniziare il processo, oppure può essere qualcosa di più semplice come imitare il cattivo uso dei genitori o di altre persone.
Lo “stato mentale” Alexander consiste nel dare tempo a se stessi, avere cura in primo luogo del modo in cui facciamo le cose piuttosto che delle cose che vogliamo fare. Ciò si realizza attraverso una forma di comprensione interna, una sorta di introspezione, ma a differenza di altre discipline, non è necessario porre alcuna giustificazione di carattere filosofico etico o religioso alla base di questa scelta. Anzi, per dirla con le parole di Alexander, si può insegnare a un ladro il modo di diventare un ladro più efficiente. E’ vero che il benessere che si può conquistare dilaga anche nello spirito, ma ciò dipende solo dal differente carattere di ciascuna persona.

 

 

“Ogni cosa, sia fisica, mentale o spirituale viene tradotta in tensione muscolare”.
F.M. Alexander